“Il miglior riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa…”
Su questa frase di John Ruskin, grande scrittore, pittore e poeta del Romanticismo, noi, classe II B dell’Istituto comprensivo Aldo Moro di Seriate, ci siamo basati nell’intraprendere l’impegno di realizzare una lettura animata sul romanzo “Alice nel paese delle meraviglie”.
Partiamo però dalle origini. Tutto ebbe inizio quando un venerdì mattina come un altro, alla quarta ora il professore si recò in classe con una novità: tra poco più di un mese avremmo dovuto mettere in scena una lettura animata a beneficio di una classe di bambini della seconda elementare, a partire da un capitolo del ben noto libro di Lewis Carroll: “La Regina gioca a croquet”. Dopo le parole del docente, nello sguardo degli alunni della nostra classe non fu difficile leggere delle espressioni di autentico panico. Una serie di domande si affollavano come uno sciame d’api nella nostra testa: “Come faremo? Cos’è una lettura animata? Chi sceglierà i personaggi? Come dovremmo comportarci?” Fortunatamente il professore mise ordine e ci spiegò in poco tempo nei minimi dettagli tutto ciò che era indispensabile sapere.
Il primo “step” fu, sotto il consiglio di chi aveva precedentemente letto l’intero romanzo, la scelta del capitolo: era infatti impossibile, tenendo conto del breve lasso di tempo avuto a disposizione, mettere in scena un intero romanzo. Successivamente vi fu la spartizione dei vari ruoli del brano.
Seguirono prove su prove, svolte durante le ore di italiano, grammatica o letteratura, nelle quali scoprimmo molto più che i segreti della recitazione, come l’importanza della lettura come momento condiviso e soprattutto noi stessi, il legame che ci unisce come classe. Abbiamo compreso l’importanza di aiutarsi l’un l’altro senza mai risparmiarsi e di andare al di là delle differenze al fine di condividere significati ed esperienze.
Alla fine, giungemmo al giorno tanto atteso. Chi si vestiva, chi si preparava, chi ripassava la propria parte; avevamo tutti una cosa in comune: l’ansia. Nonostante il professore ci avesse già spiegato più volte la modalità in cui si sarebbe svolta la lettura animata, la paura di commettere errori era più forte della consapevolezza delle nostre capacità. Come da copione, ci disponemmo nella palestrina della scuola e lo spettacolo cominciò. Seppure con qualche inceppo, la rappresentazione si concluse nel migliore dei modi e, a giudicare dagli applausi degli spettatori, piacque molto. Successivamente alla presentazione dei personaggi, restammo piacevolmente sorpresi dal fatto che i giovani spettatori, come segno di gratitudine per averli invitati allo spettacolo, ci regalarono un puzzle raffigurante una famosa scena nella quale la Regina di cuori si chinava con fare minaccioso verso la povera Alice assorta nei suoi pensieri.
E così si concluse la nostra esperienza che, seppur breve, ha saputo insegnarci più di quanto immaginassimo, ossia come l’amicizia, l’impegno, la costanza e l’organizzazione possano essere fondamentali in una qualsiasi situazione della nostra vita. Non è forse questo ciò che la scuola vuole insegnarci?

C.S.